Presidio di Genova Antifascista in piazza Alimonda dopo l’assalto al Leonardo Da Vinci – VIDEO e FOTO

Reazioni a raffica da politica e sindacati: condanne e solidarietà da Silvia Salis, Massimo Bisca (Anpi), parlamentari e dirigenti di PD, AVS, M5S, FDI, Italia Viva, Azione, Noi Moderati, PCI, Rifondazione Comunista, Lega Giovani, oltre a CGIL e USB Scuola Liguria

Stasera è in programma il presidio di Genova Antifascista in piazza Alimonda, a poca distanza dalla sede di CasaPound di via Montevideo, presidiata dalle forze dell’ordine e con chiusure in zona Foce. «Potevano scegliere la passerella istituzionale, ma a noi l’antifascismo piace farlo così. Fuori i fascisti dai nostri quartieri, militanza nelle strade», scrivono sui loro canali social.




Il Collettivo del Leonardo da Vinci nel pomeriggio ha tenuto un presidio davanti alla scuola – senza aderire all’iniziativa serale per evitare strumentalizzazioni – a cui hanno preso parte, tra gli altri, la sindaca Silvia Salis, il presidente Anpi Massimo Bisca, il segretario della Cgil Genova Igor Magni, il Collettivo Studenti Medi, Music for Peace e studenti che nelle scorse settimane avevano occupato il rettorato.
Nel mondo sindacale, CGIL Genova e FLC CGIL parlano di un episodio «intollerabile e pericoloso», condannano intimidazioni e vandalismi e manifestano vicinanza a studenti e personale. Dello stesso tenore la nota di USB Scuola Liguria, che sostiene «senza riserve» la mobilitazione studentesca, chiede spazi sicuri di espressione e stigmatizza ogni apologia di fascismo, ricordando i danneggiamenti e le scritte comparse nell’istituto. Anche Anief Cisal Liguria esprime piena solidarietà agli studenti e alla comunità educante del liceo Da Vinci «vittime di un grave episodio di intimidazione». Per il sindacato «La scuola è e deve restare luogo di libertà, democrazia e partecipazione, presidio di cultura e convivenza civile contro ogni forma di violenza e sopraffazione».
Sul fronte istituzionale, l’assessora regionale all’Istruzione Simona Ferro esprime «ferma condanna», ribadendo che la scuola è presidio di educazione, democrazia e legalità; l’assessora comunale alla Scuola Rita Bruzzone definisce «aberrante» la violazione di un istituto e invita a evitare narrazioni che, anche indirettamente, finiscano per giustificare la violenza.
Dal Partito Democratico arrivano più voci: i parlamentari Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino chiedono «chiarezza rapida» e condannano con fermezza l’attacco; PD Liguria e Gruppo PD in Regione lo definiscono «vile» e ricordano che la scuola deve restare luogo di dialogo; il PD Genova, con Simone D’Angelo, Pietro Sapori e Martina Caputo, parla di irruzione contro una pacifica autogestione e sollecita giustizia.
Il M5S condanna con fermezza le violenze al Liceo Da Vinci, esprime piena solidarietà a studenti e docenti e chiede chiarezza totale sui fatti. Il capogruppo regionale Stefano Giordano, con i deputati Traversi e Pirondini, effettuerà un sopralluogo nell’istituto. Il capogruppo comunale Mesmaeker (col consigliere Casini) chiede che i responsabili paghino i danni. Il Network Giovani M5S ribadisce i valori democratici e antifascisti: simboli nazifascisti e intimidazioni non devono entrare a scuola.
AVS Genova denuncia una «incursione di matrice fascista»; il consigliere Simone Leoncini parla di «matrice criminale», mentre Simona Cosso e Maria Michela Tacchini assicurano il supporto per la gestione dei danni. Da centrodestra, la capogruppo FDI in Comune Alessandra Bianchi ribadisce che «la violenza non è mai una risposta» e affida piena fiducia alle forze dell’ordine; la senatrice di Italia Viva Raffaella Paita definisce il raid «intollerabile» e chiede di «fare piena luce»; la deputata di Noi Moderati Ilaria Cavo parla di «fatti gravissimi» e auspica indagini rapide per identificare i responsabili. Si aggiunge la posizione di Azione Genova, che parla di «grave attacco ai valori democratici» e condanna con fermezza quanto avvenuto al liceo Leonardo Da Vinci: l’irruzione, i danneggiamenti e la svastica sui muri sono definiti richiami d’odio incompatibili con formazione e cultura. Il direttivo ribadisce che ogni dissenso espresso con la violenza — tanto più se colpisce beni pubblici e luoghi di istruzione — è inaccettabile, riaffermando il ruolo della scuola come spazio di dialogo, libertà e crescita civile.
Dalle forze della sinistra extraparlamentare, il PCI – Federazione di Genova invita alla mobilitazione «contro la violenza fascista» e critica la scarsa attenzione alle istanze studentesche; Rifondazione Comunista, con Jacopo Ricciardi e Giovanni Ferretti, esprime «massima solidarietà» e denuncia un clima di intolleranza alimentato dal dibattito politico. Chiude il quadro la posizione della Lega Giovani: il coordinatore provinciale Edoardo Di Cesare chiede «pene senza sconti» e ricorda che le scuole devono restare sedi di cultura, istruzione e crescita.
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